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Tempo a Perugia

domenica, 27 febbraio 2005
Atlante Italiano

Altro post breve e leggero postato così, tanto per perdere un po’ di tempo.
Forse qualcuno di voi lo conosce già, in ogni caso se così non fosse vi consiglio di andare a vedere il sito Atlante Italiano. Volete vedere casa vostra dall’alto? Lì potrete farlo!

E’ semplice: una volta arrivati in home page clikkate sul link “cartografia” e poi su “accesso”. La prima volta vi sarà chiesto di scaricare un plug-in autoinstallante, ma solo per questa volta. Dopodiché vi apparirà una cartina dell’Italia divisa in regioni. Sarà sufficiente clikkare sulla vostra regione, e sulla destra apparirà una serie di diversi tipi di cartine (politica, modello digitale, ecc.). La più spettacolare è la “ortofoto a colori”. Scegliendo quest’ultima avrete un’immagine in scala della vostra regione formata dall’unione di tantissime fotografie aeree. In alto a sinistra c’è la possibilità di cambiare scala; riducendola gradualmente si può arrivare a visualizzare praticamente qualsiasi cosa, anche casa propria! Le foto sono ben interpretabili fino a scala 1:2000, il che permette di distinguere e riconoscere una casa, fino anche a un autobus, a malapena le automobili, ma non le persone.

Naturalmente per raggiungere il posto che ci interessa non ci si può limitare a ridurre la scala. Bisogna contemporaneamente spostarsi all’interno dell’enorme foto: basta muovere il mouse tenendo premuto il tasto sinistro (se facendo così non accade nulla, significa che è necessario selezionare la manina nel menù in alto).

Si può partire da un punto di riferimento che sia ben visibile anche su scala molto larga e poi ridurre gradualmente e giungere nel posto desiderato seguendo ad esempio un’autostrada e poi le strade secondarie che ben si conoscono una volta che ci si avvicina a un luogo che ci è familiare. Io ad esempio di solito inquadro al centro dell’immagine il lago Trasimeno e poi, dopo essere sceso di scala, seguo la superstrada fino a Perugia.

Alternativamente, invece di scegliere la regione si può selezionare direttamente il comune mediante i tab che ci sono sopra la cartina d’unione delle regioni; in quel caso clikkando sulla ortofoto essa andrà a posizionarsi più o meno al centro del comune desiderato, e su una scala più stretta.

Naturalmente se non si è abituati non è facile riconoscere i luoghi dall’alto, anche se essi appartengono alla vita quotidiana, ma con un po’ di esercizio diventa facile. E poi dà gusto poter osservare i posti da una nuova prospettiva. Io personalmente sono riuscito a riconoscere nel colore particolare di un singolo pixel un grosso cespuglio di salvia che mia madre ha piantato fuori casa!

Un’altra cosa che può essere interessante è il fatto che le foto risalgono tutte ad almeno sette-otto anni fa, e quindi si vedono gli eventuali cambiamenti che ci sono stati nel frattempo.

Come esempio volevo mettere qui un paio di immagini: una di Perugia e una di Roma (la bellezza della città eterna è impressionante anche dall’alto, vedere per credere).

Purtroppo però mi sono ricordato che è vietato diffondere immagini prese da questo sito, e quindi ho evitato. E’ talmente vietato che durante la visualizzazione delle foto il copia-incolla di windows è inibito! Infatti avevo usato uno di quei programmi che catturano lo schermo.

Un paio di puntualizzazioni per finire: per il momento la visualizzazione delle ortofoto funziona solo con Internet Explorer, ma non con Firefox o altri browser: credo che dipenda dal fatto che fa uso dei controlli Active-X, di proprietà Microsoft.
Inoltre: il download delle immagini se non si ha l'ADSL è abbastanza lento e può essere frustrante dover attendere parecchi secondi.

Postato da: clarke a 17:31 | link | commenti (2)
world wide web

sabato, 26 febbraio 2005
Brina mattutina

Vista la serata noiosa a casa, approfitto dell’occasione per un post breve e leggero dedicato al corpo celeste che ha dato il nome a questo blog.

Quella che vedete è una foto che mi ha sempre affascinato, fin dalla prima volta che l’ho vista, da bambino. Essa può risultare ad un occhio moderno cosa di poco conto, in quanto non ha la definizione né la saturazione dei colori, insomma il realismo delle foto scattate recentemente dalle sonde Spirit ed Opportunity, che ci hanno fatto vedere in questo ultimo anno degli scorci del Pianeta Rosso con una risoluzione tale da farci sembrare di essere davvero lì, in un silenzioso pomeriggio a camminare tra i sassi e la sabbia rossa nella tenue atmosfera marziana.

La foto di cui sopra, invece, fu scattata il 18 maggio 1979 dal Viking 2, il secondo robot ad essere atterrato su Marte. Infatti il braccio meccanico che si vede in basso a destra appartiene alla sonda, e se non sbaglio è la paletta con cui raccoglieva campioni del suolo.

La cosa che mi affascina di questa foto è il ghiaccio.

Su Marte le basse gravità e pressione non consentono la presenza di acqua in forma liquida né gassosa, anche se sembra che in passato questa ci fosse, e che nel sottosuolo ci sia ancora oggi.

No, quella è un’altra cosa: è ghiaccio di anidride carbonica. Magari chi ha mai fatto un peeling dal dermatologo l’ha anche provato sulla sua pelle (e non per modo di dire). E’ anche lo stesso tipo di ghiaccio di cui sono fatte le calotte polari marziane.

Tuttavia, il Viking scattò questa foto dopo che la temperatura si era innalzata al di sopra del punto di fusione dell’anidride carbonica. Viene quindi da pensare che quello sia davvero ghiaccio come lo intendiamo noi, cioè di acqua. O molto più probabilmente è un misto di entrambe le sostanze. Lo spessore non è neanche paragonabile a quello a cui siamo abituati qui, essendo di soli pochi centesimi di millimetro. Forse è più corretto parlare di brina.

Gli scienziati si spiegano questo fenomeno ipotizzando che microparticelle di acqua vengano trasportate dai granelli di polvere durante le tempeste marziane, e che quando fa freddo abbastanza per permettere il congelamento dell’anidride carbonica (largamente presente nell’atmosfera) alcune molecole di quest’ultima si attacchino alla polvere con sopra l’acqua e che il tutto precipiti a terra.

In ogni caso, qualunque sia la spiegazione, l’acqua che vediamo su questa foto, e anche tutta l’acqua che troveremo in futuro su Marte, non è altro che un residuo: è ciò che è rimasto di un ambiente molto diverso da quello che vediamo oggi, un ambiente in cui con molta probabilità scorreva acqua in forma liquida, che aveva un’atmosfera molto più spessa, e un terreno di un colore diverso. Un giorno il vecchio equilibrio venne a mancare, e il pianeta, che era molto più simile alla Terra di quanto non lo sia oggi, non ebbe più il campo magnetico a proteggerlo dal vento solare, che lo trasformò lentamente in quello che appare oggi.

Quella brina testimonia un’epoca finita molto tempo fa.

Postato da: clarke a 00:21 | link | commenti (4)
cielo nero

lunedì, 21 febbraio 2005
Les Horribles Cernettes

Le pagine web, entrate da tempo nelle nostre case come strumento di commercio/svago/studio, non furono pensate inizialmente per il grande pubblico.
Molti anni fa alcune università e istituti di ricerca si misero d’accordo nel creare un sistema per condividere documenti attraverso internet, ed affidarono all’istituto CERN di Ginevra il compito di definirne le specifiche. Nacque così il web, basato sul linguaggio HTML. In queste pagine, che potevano essere consultate rapidamente anche da chi si trovava all’altro capo del mondo, oltre al testo si affiancarono ben presto le immagini: inizialmente disegni, poi anche foto.
Ma quale fu la prima foto in assoluto ad apparire su una pagina web? A quanto dice l’enciclopedia Wikipedia, essa risale al 1992, e ritrae alcune ricercatrici dello stesso CERN che nel tempo libero suonavano in una band musicale.
Ecco quindi a voi "Les Horribles Cernettes", prima foto della storia sul web.

Postato da: clarke a 20:10 | link | commenti (14)
world wide web

venerdì, 18 febbraio 2005
Stanne fuori!

Il povero Faletti è sotto il tiro incrociato di CD impazziti.
"C'è un meccanismo criminale che minaccia l’industria, la creatività e la cultura".
"La pirateria multimediale è un crimine".

Pure il prezzo dei CD.

Postato da: clarke a 22:27 | link | commenti (5)

mercoledì, 16 febbraio 2005
The Aviator

Bello, bello davvero.
Scorzese bravo come sempre, Di Caprio meno capra del solito (in quanto a recitazione), anzi oserei dire quasi bravino, ma sicuramente la sua interpretazione è valorizzata anche dalla bravura del regista (quando casca con l’aereo sembra di cascare con lui). Comunque, regista o no, è ormai un lontano ricordo il Di Caprio di Titanic (che era un film secondo me molto bello NONOSTANTE lui e lei).
Viaggio nella nevrosi al limite della follia , ma anche nel lato migliore del capitalismo americano.
Eccentrica fino al midollo la giovane Katharine Hepburn interpretata dalla brava Cate Blanchett; una donna che ha come passatempo il golf e che non porta il suo ragazzo a fare un giro in macchina, lo porta in aereo.
C’è poi Kate Beckinsale nei panni della giovanissima Ava Gardner, più f**a della stessa Ava Gardner che interpreta.
Per le estimatrici di Jude Law, c’è anche lui: è l’attore Errol Flynn, morto a soli 50 anni, e interprete di uno dei primi, se non del primo, film su Robin Hood (“The adventures of Robin Hood”, 1938).
Gli amanti di Star Trek avranno forse riconosciuto anche Brent Spiner, l’androide Data nel ben noto serial di fantascienza (io non l’ho riconosciuto clamorosamente).
Infine c’è un maturo Alec Baldwin, che ha da tempo abbandonato la faccia da ragazzino di “Caccia a Ottobre Rosso”, e che nel film è Juan Trippe, l’allora presidente della Pan Am, la compagnia a cui faceva concorrenza il nostro eroe con la sua piccola (al tempo) TWA.

Non voglio minimamente sminuire il lato umano del film, che in questo senso è un omaggio al protagonista e a tutti coloro che hanno avuto a che fare con il mostro invisibile delle nevrosi.
Tuttavia, per quanto mi riguarda, se devo pensare alla cosa che più mi è piaciuta, credo che fondamentalmente sia stata la ricerca infaticabile del progresso, il quale non è solo per i suoi stessi artefici, ma è, o dovrebbe essere, per tutti.

Nel caso del protagonista di questo film fu sicuramente così. Il tipo di tecnologia che a noi oggi sembra scontata esiste anche grazie alla passione e al lavoro fatto da lui e da gente come lui.

Postato da: clarke a 13:38 | link | commenti (10)
la fabbrica dei sogni

Ma è mai possibile?

Ogni volta che vengono ritirati fuori fatti di sangue degli anni di piombo, c'è chi ne vuole dare una interpretazione politica.
Dico questo riferendomi al commento di oggi da parte di ex dirigenti di Potere Operaio riguardo alla riapertura del caso sul rogo di Primavalle: "un modo irresponsabile da parte della destra che di alimentare un clima di guerra civile, che non ci vuole niente in Italia perchè torni. Un comportamento di totale irresponsabilità al quale io non mi presto".
Cosa hanno di diverso gli anni ’70 da tutto il resto? Per quale dannato motivo non si chiamano tali fatti per quello che sono?
OMICIDI. Niente di meno.
Il continuo e martellante impegno a farli sembrare qualcos’altro è non solo un maldestro tentativo di buttare fumo negli occhi, ma soprattutto una gravissima offesa alle vittime, e, in ultima analisi, a tutti noi.

Postato da: clarke a 13:35 | link | commenti
impegnato

I mille e uno amici di Bush

In attesa di mettere un po' in ordine questo template di splinder che è un po' troppo 'prefabbricato' (ma d'altronde l'HTML non è che la faccia da padrone nelle mie conoscenze informatiche), in attesa di ciò, dicevo, inserisco il mio primo 'pensiero' impegnato.
Leggo su Repubblica che la Corea del Nord ammette di avere arsenali nucleari, ma non si ferma qui: lascia il trattato di non proliferazione e dichiara che di fatto serviranno contro gli USA.

Lo devo proprio dire: Bush ha una marea di persone/governi/situazioni che fanno il suo gioco. Sarà per questo forse che è ancora al suo posto?
Con ciò senza nulla concedere a quel governo di assassini della Corea del Nord, beninteso.

Link

Postato da: clarke a 13:29 | link | commenti
impegnato

giovedì, 10 febbraio 2005
Prova

 Ciao, questo è il primo post del mio blog, e, come dice il nome, è una prova tecnica di funzionamento.

Postato da: clarke a 00:37 | link | commenti (2)