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Il 12 e il 13 giugno andate a votare al referendum, sia che intendiate votare per il SI che per il NO! Andateci e esprimete la vostra opinione di cittadini! Non date retta a chi vorrebbe tagliarvi fuori dalle decisioni importanti facendo fallire il referendum!
Io ho visto mia nonna, una persona che aveva a 70 anni molta più memoria di quanta ne abbia io a 30, spegnersi a 76 senza neanche riconoscere più sua figlia.
Oggi che la ricerca potrebbe spalancare scenari inaspettati per la cura di questa e di altre malattie, viene inchiodata da questioni pretestuose in Italia e in pochi altri paesi occidentali.
Un giorno grazie a questa ricerca potrebbe essere possibile l’autodonazione di organi, semplicemente clonando cellule del proprio corpo (naturalmente anche se vincesse il SI continuerebbe a essere vietata la clonazione di un’intera persona). Forse un giorno chi perderà un braccio potrà farselo reimpiantare nuovo senza problemi di rigetto.
Che senso ha impedire questo? La legge attuale vieta le ricerche in questa direzione a partire dalle cellule embrionali, che sono le più promettenti.
Non è giusto dare la possibilità a chi sa che con grande probabilità il proprio figlio sarà malato per tutta la vita di concepire un figlio sano? Con la legge attuale tali genitori non hanno questa possibilità.
Inoltre, esiste il problema delle donne single o di gusti omosessuali: con la legge attuale una donna che non prova la minima attrazione fisica per gli uomini è costretta ad andare a letto con un uomo (spesso volutamente uno sconosciuto) per avere un figlio, ma al contrario le è negata la fecondazione artificiale mediante il seme di un donatore. In entrambi i casi il figlio non conoscerebbe il padre, e allora mi chiedo quale fra i due metodi è migliore per la madre. Davvero ci manca il pragmatismo.
Io personalmente ad esempio non donerei il mio seme neanche se mi pagassero a peso d’oro, ma anche in questo caso, non è giusto lasciare la scelta alle singole persone? Lo doni chi se la sente e lo riceva chi se la sente. La vittoria del SI sancirebbe solo questo, niente di più.
Sono le stesse forze dogmatiche che non vedono un male nell’uso criminale che spesso è stato fatto delle scoperte scientifiche, ma lo vedono nelle scoperte scientifiche in sé.
Serie di SMS scambiati con un mio amico ieri sera:
Clarke: “Guarda subito Italia1!”
Amico: “Lo sto vedendo!”
Amico: “Cioè, ma lui c’è o ci fa?”
Clarke: “E' una cosa che non sapremo mai. E anzi che stasera nell'intervista non ha esagerato. Ma l'hai vista dall'inizio?”
Amico: “L’ho vista tutta e resto del parere che è un gasatissimo milanesotto arricchito che nn capisce 1° sega! A zappare, TONON!”
Clarke: “Mi viene in mente ora che tonon fa rima con coglion”
Amico: “Mai rima fu più appropriata!”
Ho ripensato a questa serie di SMS perché facendo zapping oggi pomeriggio ho visto uno spezzone della “fattoria”, e c’era ‘sto Tonon che stava dicendo che lì ha pianto molto.
E allora questo mi fa tornare in mente un argomento che volevo trattare da tempo sul blog: i nervi a pezzi dei protagonisti dei reality show!
Anche chi come me praticamente non li ha mai guardati non può non aver notato il pianto quasi continuo in cui prorompono quasi tutti alla minima sollecitazione. Tipo che mi ricordo una volta vidi una striscia del grande fratello in cui i protagonisti, che stavano dentro da un lunghissimo periodo (due settimane), ricevettero le lettere dei parenti e scoppiarono pianti a dirotto e crisi isteriche a ripetizione.
Ora, dato per scontato che questi qua siano tutti dei commedianti e fregandosene del discorso che continuamente propinano al pubblico (“io sono una persona vera, io sono una persona vera, io sono una persona vera”), e dando anche per scontato che vengano volutamente scelte delle persone instabili, io però mi chiedo: c’è secondo voi la possibilità che gli mettano qualche psicofarmaco nel cibo o nell’acqua per spezzargli i nervi??? E’ un bel po' di tempo che mi è venuto questo dubbio.
No perché non è normale che questi qua scappino fuori di boccia ogni momento! C’è qualche medico o farmacista qua (una quasi farmacista c’è sicuro, vero chiara?) che ha una qualche idea di quali siano gli psicofarmaci che possono sortire questo effetto su una persona?
Perché se mi dite che esistono (e non vedo perché non dovrebbero), potremmo anche sguinzagliargli striscia la notizia per far analizzare le bottiglie d’acqua vuote che escono da quelle case. Scommetto che almeno il buchino di una siringa sul collo della bottiglia lo troviamo!
A proposito, dicono che l'estate in arrivo "sarà ben più calda di quella tiepida dell'anno scorso". TIEPIDA??? Ma se sono quasi morto! A parte poi il fatto che ogni giorno i telegiornali rompevano le scatole parlando di caldo africano e di afa torrida (senza contare che torrido vuol dire secco, ma ne abbiamo già parlato, i giornalisti televisivi sono per lo più ignoranti), quindi al tempo non la consideravano tanto mite :) Insomma, sono già molto preoccupato, speriamo di (com'è l'omologo di 'svernare'?) di passarla senza troppa sofferenza. Siccome me l'hanno già chiesto tutte le volte che ho parlato della mia non sopportazione del caldo, lo dico in anticipo: no, non sono grasso. Non ho mai sopportato il caldo di mio, anche quando ero magrissimo a 15 anni. Mi fa semplicemente stare male.
Bravi, la maggior parte di voi ci ha azzeccato. In particolare brava bbr03 che l'ha detto per prima, anche se credo che si sia basata molto sulla pellicola che lui teneva in mano. Io per la cronaca non ci sarei mai arrivato, poco fisionomista come sono.
Questa foto è stata scattata negli anni '20.Tutto in una notte.
Guidare, alla ricerca di un parcheggio, cosa quasi impossibile nel giovedì perugino, giorno in cui studenti, e non solo, escono in massa specialmente nella bella stagione.
Incontrarsi alla fontana medioevale, restaurata qualche anno fa, accanto alla cattedrale.
Non pensare neanche per un momento di intufarsi dentro a un pub quando tutto il mondo è fuori e ci sono i chioschi, anzi un solo chiosco della birra in strada, dove costa anche molto meno.
E stare lì a bere, chiacchierare in due lingue affinché tutti possano capire sulle scale dell’ufficio postale di fronte al tribunale.
Let’s take a beer, no two..... maybe three... why not?
Tornare nel corso, il salottino buono della città con i bicchieri di plastica perché dopo le 20.00 non è ammesso il vetro, e vedere moltissima gente nonostante l’ora andarsene in giro, anche se questo è niente rispetto a quello che vedremo d’estate, specialmente nei giorni di Umbria Jazz.
Vedere una delle ragazze del gruppo passarsi le mani nei capelli come fanno le donne quando cercano inconsciamente di sembrare affascinanti a qualcuno, senza sapere di esserlo in ogni caso, mani nei capelli o no. Ma cos’è che vi rende così speciali?
Poi verso la macchina, per il percorso lungo perché le scale mobili sono ormai chiuse, fermandosi a ridere e a parlare accanto a una finestrina medievale e andando via in fretta quando si sente aprire una finestra al piano di sopra, come i ragazzini. Un bel gruppo di ragazzini attorno ai trent’anni. Accompagnati alla macchina dalla ragazza che stasera mi ha spiegato come fare la base per la pizza (mi mancava ancora) con la scusa di non volerla lasciare andare da sola alla cassa del parcheggio, ma in realtà perché c’era poca voglia di camminare fino alla propria macchina.
Fame indicibile non avendo cenato, fermata strategica ad uno di quei camion di porchetta e hamburger vicino allo stadio, avvistato all’ultimo momento come un’oasi nel deserto, e mai visto prima, ma che è lì da cinque anni a sentire il gestore. Gli affari vanno male per colpa dell’euro e anche perché non c’è più quella marea di prostitute che c’erano una volta in zona. Personalmente sono contento che non ci sia più quel bordello a cielo aperto, ma come si sa è questione di punti di vista.
Infine a casa di amici sulla terrazza al quinto piano a fumare una sigaretta, per me l’unica della serata, la prima in quattro settimane, godendosi la nottata incredibilmente silenziosa immersi nel profumo di cioccolato della perugina, che scompare naturalmente quando vengono accese le sigarette, spiegando che sì, quell’albero che vedi là sotto è l’albero da cui si ottiene l’olio di oliva, davvero non sapevi che fosse quello? Certo, in Germania l’olivo non c’è.
“Sorry, I’ve to let you all go, because tomorrow I leave, I go to San Francisco, and I want to sleep a little. Even thou I’d better stay here, I’m not in the mood to go in America now”.
Io partirei subito se solo l’avessero chiesto a me. Vecchia storia: chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane..... ecc.... tanto la conoscete.
Io dico “have a nice trip”, esco, guido i tre km fino qui, mi metto a scrivere questo, e poi, adesso, finalmente a letto.
Quanto tempo era che non mi capitava un’uscita “studentesca” come questa? :))
Che rincoglionimento. Sarà lo studio di questo antipatico esame, sarà il caldo, sarà che ho dormito poco, sarà che ho mangiato (fame nervosa) stanotte prima di andare a letto, ma mi sento come se fossi mezzo ubriaco. Non riesco a concentrarmi nemmeno nella lettura.
......
......
Vista l’insonnia e l’amore davvero senza fine per l’astronomia e l’astrofisica ho pensato di scrivere un post-ino breve breve su Titano, dopo che Enza mi ha chiesto se avevo letto delle nuove rivelazioni sulla sua superficie. Avevo letto, ma non ero convinto di scrivere, perché le poche immagini pubblicate non sono molto suggestive.
Indubbiamente su Titano ci sarebbe da dire veramente tanto anche per uno come me che sa poco di questo corpo celeste.
Posso cominciare col dirvi che, come suggerisce anche il nome, è il più grande satellite di Saturno, e che fino a qualche tempo fa si credeva che fosse il più grande del sistema solare; recentemente però è venuto alla luce il fatto che è di poco più piccolo di Ganimede (il più grande satellite di Giove). Per avere un’idea della dimensioni, basti dire che il suo diametro supera di poco i 5.000 km, mentre quello della Terra è di oltre 12.000.
Il grande interesse della comunità scientifica per questo corpo celeste è dato dalla sua atmosfera. Essa infatti ha una caratteristica unica e straordinaria: è abbastanza simile a quella che aveva le Terra miliardi di anni fa. L’origine, l’evoluzione e il futuro dell’atmosfera terrestre è secondo me un argomento talmente affascinante e lungo da meritare un post a sé, quindi ne riparlerò. Quella di Titano è formata per la maggior parte da azoto (come la nostra), con l’aggiunta di idrocarburi, anidride carbonica, e poche tracce di composti che però ne determinano il colore arancione acceso. Possiede inoltre una grande densità (la pressione al suolo è una volta e mezzo la nostra). E’ come se si trattasse quindi di un mondo inquinato nel quale l’effetto serra la fa da padrone. Titano non ha un campo magnetico rilevante in grado di proteggerlo dalle particelle solari, e quindi, a differenza della Terra, la sua atmosfera viene disturbata dal Sole, e in parte addirittura soffiata via. Questo complica ulteriormente lo scenario.
Una teoria ipotizza che gli idrocarburi presenti “in aria” formino pioggia e veri e propri oceani come succede con l’acqua qui da noi. Riuscite a immaginare un oceano di metano e etano? Da noi tali elementi sono gassosi, ma date le temperature di Titano (quasi -200 gradi), da quelle parti potrebbe trovarsi a anche a stato liquido. Fino a poco tempo fa il mistero non poteva essere svelato, perché l’atmosfera è opaca e quindi non lascia vedere attraverso.
Ma nei primi anni ’90 è iniziato un progetto dagli scopi veramente audaci: il progetto Cassini. Si tratta di una sonda, una delle più grandi mai realizzate; pesa 5 tonnellate, il che implica spese eccezionali anche solo per il lancio: vi basti sapere che il costo di un lancio è di alcune migliaia di dollari al chilo! Moltiplicate per 5000 kg..... La sonda Cassini-Huygens (Cassini è l’astronomo italo-francese che studiò Saturno e Huygens è l’astronomo olandese che scoprì Titano nel XVII secolo) fu progetta e finanziata da tre grandi organizzazioni: la NASA, l’ESA (ente spaziale europeo) e l’ASI (ente spaziale italiano). I suoi pezzi vennero costruiti in varie parti del mondo a cura di varie società. Molti di questi furono realizzati dalla nostra Alenia Spazio. Fra di essi alcuni strumenti sofisticati, ma per darvi un’idea visiva (e anche un po’ casereccia) posso dirvi che la grande parabola che vedete in cima alla sonda è stata costruita a L’Aquila.
I pezzi furono poi uniti nell’assemblaggio della sonda in California, e successivamente un aereo militare trasportò il “bestione” in Florida, al ben noto poligono di lancio di Cape Canaveral, quello da cui partono gli shuttle. Finalmente una notte di ottobre del 1997 venne lanciata con un razzo Titano. Perché essa potesse raggiungere una velocità che gli permettesse di arrivare dalle parti di Saturno in un tempo non troppo lungo fu necessario fargli effettuare tre effetti fionda. Si tratta di una manovra abbastanza spettacolare (peccato che non ci fosse nessuno a vederla!) mediante la quale una nave spaziale si “getta” su di un pianeta ricevendone un aumento di velocità grazie alla gravità del pianeta stesso. Cassini usò l’effetto fionda di Venere (2 volte), della Terra, e di Giove. Nel luglio 2004, dopo 7 anni di viaggio essa ha raggiunto Saturno. Ha volato fra un anello e l’altro (non è un modo di dire: ha fisicamente volato fra un anello e l’altro: eccone qui un disegno immaginario) ed ha sganciato una sonda-figlia che è volata dentro l’atmosfera di Titano ed è atterrata. Si temeva che essa potesse finire nel sopraccitato oceano di metano, ma è atterrata sulla terraferma. Purtroppo le condizioni climatiche avverse hanno permesso un funzionamento di pochi minuti prima che essa si deteriorasse, ma questo era previsto fin dall’inizio. Ecco qui una foto che ha scattato sulla superficie. Potete vedere che si tratta di un terreno compatto e roccioso. La sondina ha anche fornito importanti notizie sull’atmosfera di Titano, giungendo perfino a registrare con un microfono i rumori che la attraversano! Metto qui il link all'audio registrato quel giorno: quello che sentirete è il vento di Titano, con intercalati dei rumori più forti che sono stati interpretati come tuoni.
La notizia di oggi è invece data da una serie di osservazioni fatte dalla sonda-madre Cassini mediante un sofisticato radar di costruzione italiana. Si è scoperto che la superficie presenta un certo numero di crateri quasi tutti grandissimi (decine o centinaia di km). Questo è compatibile, come accade per la Terra, con una atmosfera densa: solo i meteoriti più grandi raggiungono la superficie, mentre quelli piccoli bruciano completamente per l’attrito prima di schiantarsi. In corpi come la Luna, che non hanno atmosfera, non esiste questo filtro e la craterizzazione è imponente. Cosa molto interessante è che il centro di questi crateri di Titano è liscio, il ché è abbastanza strano. L’ipotesi è che l’impatto abbia liquefatto la superficie, che si è poi risolidificata. Infatti questo satellite è composto per lo più da roccia e ghiaccio. In questo è molto diverso da pianeti come Terra, Venere, Marte, che al contrario sono corpi “ferrosi”, o comunque con molti metalli al loro interno. Ma questo non è affatto strano; immaginate il sistema solare in formazione: la grande gravità del Sole attira verso di sé gli elementi più pesanti e relega invece ai confini del sistema quelli più leggeri. Ecco che il nostro pianeta, che è molto vicino al Sole, viene quindi a formarsi ricco di metalli, mentre i grandi pianeti “esterni” sono gassosi con dei satelliti rocciosi e ghiacciati.
Un altro aspetto di Titano appena scoperto è la presenza di graffi sulla superficie, lunghi anche centinaia di chilometri. Non è chiaro se si tratti di qualcosa di simile ai grandi canaloni scoperti su Marte. Ci si aspetta di saperne di più dalle osservazioni che la sonda farà nei prossimi quattro anni.
Un fenomeno invece totalmente inedito e straordinario è la presenza di vulcani di ghiaccio. Le temperature bassissime e la natura del materiale eruttato ha permesso la formazione di una cosa che da noi sarebbe impensabile. Gli scienziati ancora non si pronunciano sulla loro origine, ma io credo che basti fare il paragone con quelli terrestri. I nostri vulcani eruttano roccia fusa e infatti sono fatti di roccia. Se quelli di Titano sono fatti di ghiaccio.....
In queste cose risiede la meravigliosità dell’universo: esso ci riserva delle sorprese che superano di molto le nostre più fervide fantasie.
Spesso la natura ci affascina e ci stupisce già qui sul nostro pianeta. Le esplorazioni spaziali cominciano a farci vedere che ciò è niente in confronto alle sorprese che ci aspettano fuori.