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Tempo a Perugia

martedì, 29 novembre 2005
Contaminazione

Ormai non posso più nascondermelo a me stesso: la contaminazione esiste ed è anche ad uno stadio decisamente avanzato.....
Per quanto riguarda la linguistica esistono fondamentalmente due tipi di persone: chi non modifica mai il suo accento, nemmeno se dopo i 20 anni d'età va ad abitare per tutto il resto della sua vita in un luogo in cui si parla in modo completamente diverso. A Milano ho incontrato un amico che lavora e abita lì in pianta stabile da 4 anni, e ascoltandolo parlare mentre camminavamo per i navigli, mi sembrava di trovarmi nel quartiere dormitorio di Perugia in cui è cresciuto, tanto la sua parlata è rimasta intatta. Oppure, tutti abbiamo ancora presente come nostro incubo d'infanzia Ciriaco de Mita, sul quale il romanesco (benché sia stato parlamentare una vita) non è che avesse attecchito molto.
C'è poi chi invece, probabilmente perché dotato di maggior orecchio, nel giro di poco tempo si ritrova appiccicati addosso la cadenza, e, nei casi più gravi, parte della fonetica tipica del luogo di adozione. Questo può essere piacevole e gratificante se si aspira a parlare bene una o più lingue straniere, ma spiacevole quando si vorrebbe conservare la propria inflessione regionale. Magari senza ostentarla, mantenendola moderata, ma senza nemmeno denaturarla troppo. E il problema si presenta in maniera più grave quando il tuo luogo di adozione ha un accento che non ami, e per il quale hai preso in giro gli abitanti fin dal primo giorno in cui ci sei stato.
E' il mio caso. Più passa il tempo più mi rendo conto che la greve cadenza perugina si fa strada nella mia parlata. Non sto parlando di accento umbro in generale: chi è di queste parti sa bene che esso non esiste, e che spostandosi anche di pochi chilometri al'interno dell'Umbria si può passare dal sentire accenti che assomigliano al marchigiano, ad altri che si avvicinano al romano, al toscano, e perfino al romagnolo. Il dialetto perugino propriamente detto comprende una zona che va da Perugia città fino al lago Trasimeno da una parte, e che invece non arriva nemmeno ad Assisi dall'altra, ed è decisamente diverso dai dialetti circostanti. Ed è assolutamente INCONFONDIBILE.
Ultimamente devo ammettere che, malgrado tutte le mie strenue resistenze, gli svariati anni trascorsi qui stanno facendo effetto. Sebbene la mia fonetica originaria sia praticamente intatta, e le 'c' e le 'g' viaggino debitamente strascicate sul mio palato come si conviene a quelli delle mie parti (tantoché il benzinaio mi prende in giro quando dico "dieçi euro di gasolio"), al contrario la cadenza non è più molto toscaneggiante: si è fatta meno fiorita ed è evoluta verso un ritmo più cadenzato, di evidente paternità perugina. Mi capita inoltre di ricorre a tipiche espressioni del luogo, come ad esempio prorompere in un classico "eh nooooooooooo" pronunciato a mezza bocca quando accade qualcosa di contrariante, e di dire ad esempio "frego" ("ragazzo"), oppure "cocco" (se gli alieni scendessero sulla Terra in questa città, penserebbero che il 90% della popolazione umana si chiami "cocco mio", tanto è diffuso come modo di rivolgersi agli altri).
Sono al momento immune, e spero di esserlo per sempre, dal troncamento della vocale finale delle parole e dalla trasformazione della preposizione "a" in "ta" (frase di esempio: "ta me 'l calcio 'n me piac quant ta te").
Ma più di tutto spero che non prenderò mai e poi mai la cosa più brutta che caratterizza questo dialetto: PARLARE COME SE SI AVESSE UNA PATATA IN BOCCA!!!!!!!!


P.S.: Per chi fosse curioso di sentire com'è la parlata perugina, è sufficiente che ascolti Serse Cosmi.

Postato da: clarke a 20:47 | link | commenti (24)

domenica, 27 novembre 2005
Intrattenimento

R. ha 10 anni ma ne dimostra anche meno. Ieri sera era in visita settimanale al padre, e a cena era seduto vicino a me.
Dopo aver appreso la sua mania per il wrestling, seppur ben conscio della passione di moltissimi bambini per questo "sport", decido di provocarlo e gli dico: "Ma come, dà fastidio anche a me che sono grande per quanto è violento, quindi figuriamoci che effetto deve fare a te che sei piccolo!"
Ci pensa un secondo e poi risponde convintissimo: "Per me è uno spettacolo come un altro!"
Ahahah quando si dice avere le idee chiare!

Postato da: clarke a 07:58 | link | commenti (19)
diario

martedì, 22 novembre 2005
Banche? No grazie!

Io odio le banche (per inciso, bella notizia di oggi: l'Unione sta per aprire una procedura contro l'Italia riguardo alla poco giusta "legislazione nazionale sulle fusioni e acquisizioni nel settore bancario".)
Dicevo, io odio le banche. Le considero delle associazioni a delinquere legalizzate (seconde in quanto a ladrocinio solo alle assicurazioni). Nutro una notevole repulsione per tutto quello che gira intorno alla ricchezza ostentata, da vero popolano DOC. E oltretutto ho anche in profonda antipatia tutto ciò che ha a che fare con l'economia o la finanza. A tutt'oggi, grande e grosso che sono, non distinguo fra un bollettino o un bonifico, un assegno circolare o intestatario o trasferibile (ma che caxxo di differenza c'è?), e quando andavo a scuola non prendevo 9 in geografia, materia di cui ero appassionatissimo, soltanto perché dopo aver fatto un'ottima interrogazione, alla fatidica domanda sull'economia di quella data nazione facevo scena muta.
Comunque, questo post nasce dal fatto che devo aprire un nuovo conto corrente. Infatti la mia attuale banca (che tanto per capirci è quella del signore che suona sempre due volte), seppur tutto sommato tratti bene i clienti, non vuole concedermi la carta di credito perché la tipologia di contratto di lavoro che avrò io non permette a loro di darmela. E siccome io ho intenzione di viaggiare parecchio all'estero (ammesso che me lo potrò permettere, viste tutte le nuove spese che mi pioveranno addosso appena raggiunta l'indipendenza economica: già il solo pensare all'assicurazione della macchina mi fa venire le palpitazioni), dicevo, siccome per me viaggiare lontano e poter parlare lingue straniere è una delle massime aspirazioni della vita, non voglio trovarmi a 12.000 km da casa senza una lira in tasca con la macchinetta del seven/eleven o dell'albergo che fa "GNEEEEEEE - card not allowed" quando la commessa striscia il mio bancomat per pagare.
Insomma, conscio di questa esigenza, qualche giorno fa sono andato ad una banca che ha delle buone condizioni per il conto e per la carta di credito. Ho parlato con un bamboccio signore piuttosto giovane molto educato, disponibile, ed elegantissimo in completo blu scuro stile matrimonio (con io che ero in tuta e cappellino da baseball e che in confronto a lui sembravo uno straccione), che dopo avermi intortato per bene ed avermi elencato tutte le caratteristiche del loro conto, mi ha lasciato un voluminoso ed elegante fascicolo contenente il modulo da compilare, e mi ha pregato caldamente di chiedere di lui nel caso avessi deciso di aprire il conto dopo averci pensato (con io che mi chiedevo fra me e me: "quanto mai ti daranno di provvigione?")
Le spese di quel conto sono di pochi euro al mese, e io stamattina avevo deciso di aprirlo sul serio (stavo infatti uscendo di casa proprio per andare alla filiale), quando mi ha telefonato un mio amico per tutti altri motivi, e parlando con lui del più e del meno, è venuto fuori che la sua banca gli da un conto con speso zero. Per carità, in altre cose il suo è meno vantaggioso, tipo il tasso di interesse annuo, che è zero, in confronto a quello dell'altro che è "praticamente zero". Comunque, tanto per essere informato, ho preso un appuntamento con un promotore finanziario della sua banca (e due, due in una settimana non so se ce la farò a reggerli....).
Ma mi sono pentito. Sì, mi sono pentito perché cosa cambierà mai? Quest'altro mi intorterà di più, di meno? E poi quali condizioni tanto vantaggiose in più potrà mai offrire? Avrei fatto molto meglio a togliermi subito il pensiero e andare direttamente stamattina ad aprire il conto, con il sorriso sulle labbra dicendo: "ecco, tieni i tuoi pochi euro al mese di 'spese mantenimento conto', poveraccio in elegante vestito blu che non sei altro!"

Postato da: clarke a 15:00 | link | commenti (25)
diario

lunedì, 21 novembre 2005
Doh! :)

Eheheh molto carino questo titolo di Libero Blog.

Postato da: clarke a 01:44 | link | commenti (17)

giovedì, 17 novembre 2005
Sondaggio

Ciao a tutti, mi è venuta in mente una cosa di nessuna importanza, ma ho comunque questa curiosità.

Chi di voi è mancino?

(mi prenderete per matto, ma ho in mente alcuni di voi in particolare che secondo me lo sono. Così..... a sensazione. Vediamo se ci ho azzeccato).

Postato da: clarke a 04:38 | link | commenti (30)

martedì, 15 novembre 2005
Lei, lui, e nessun altro al mondo

Ieri, primo pomeriggio in una via di Milano adiacente all’università, vicino alla fermata Missori della metropolitana. In mezzo al marciapiede c’è solo una coppia, a parte me e un mio amico che passiamo di fretta. Sono tutti e due sui trenta anni. Lei un po’ sovrappeso, ma carina. Stanno avvinghiati e un po’ si baciano, un po’ si guardano negli occhi. Un mazzo di fiori dentro nylon argentato è in mezzo a loro, e sta su senza bisogno di tenerlo con la mano da quanto si tengono stretti. Mentre gli sfiliamo accanto mi accorgo che lei guarda il suo compagno con uno sguardo tale che non saprei trovare le parole adatte per descriverlo.

 

Molte volte mi chiedo che cosa vorrei veramente da un rapporto se ce lo avessi, oppure che tipo di donna potrei amare sul serio.

Ora lo so. Me ne sono reso conto quando mi sono svegliato nel pieno della notte, molte ore dopo, con questo pensiero che è stato il primo a passarmi per la mente.

Voglio quello sguardo.

 

Postato da: clarke a 20:56 | link | commenti (14)

sabato, 12 novembre 2005


SIIII!!!!

Postato da: clarke a 12:27 | link | commenti (18)

martedì, 08 novembre 2005
Finalmente!

Stanotte parte la sonda europea Venus Express.
Il nome svela l’imparentamento con Mars Express, che orbita da tempo attorno a Marte e che ne ha permesso una mappatura particolareggiata grazie alle sue foto eccezionali.
Venus Express sarà lanciata dal cosmodromo di Baikonur, in kazakistan.
Finalmente si potrà fare uno studio approfondito di Venere, dopo le prime missioni di esplorazione avvenute negli anni ’80. Se la strumentazione di questa sonda sarà di eccellenza come quella della sua gemella marziana, si potranno ottenere delle buone immagini della superficie del pianeta.
Superficie che non può essere vista ad occhio nudo. Venere è infatti completamente e perennemente coperto da una spessa coltre di nuvole. La mappatura non può essere quindi effettuata con un gruppo ottico che abbia sensibilità nelle stesse frequenze dell’occhio umano, ma sarà fatta in ultravioletto e all’infrarosso.
La superficie è stata mappata per la prima volta mediante radar una ventina di anni fa. Ha mostrato vaste pianure coperte principalmente di lava, e regioni montagnose. I crateri sono praticamente assenti, poiché i meteoriti si distruggono a contatto con la densissima atmosfera. L’obiettivo di Venus Express è quello di migliorare di gran lunga la qualità di questa mappatura, e di studiare l’atmosfera, e l’attività vulcanica. Ci sono infatti forti indizi che indicano che questo pianeta potrebbe avere una attività vulcanica-sismica periodica che avverrebbe tutta insieme a livello planetario, a differenza di quella terrestre, che è graduale e locale.
Venere si è formato in modo simile alla Terra (è infatti quello in media più vicino a noi, ha dimensioni quasi identiche a quelle del nostro pianeta, un’età simile, ed una composizione chimica non troppo diversa). Ma l’evoluzione che ha seguito è molto diversa, soprattutto per la sua maggiore vicinanza al sole. Proprio come avveniva miliardi di anni fa per la nostra Terra, ha un’atmosfera fatta principalmente di anidride carbonica. Solo che mentre da noi la comparsa della vita vegetale ha gradualmente sottratto questo composto dall’atmosfera per portarlo in parte a comporre i corpi di noi esseri viventi, e in parte lo ha rilasciato sotto forma di ossigeno, tutto questo per Venere non è accaduto.
Il risultato è un monumentale effetto serra. Basti pensare che la temperatura media al suolo, che per la maggiore vicinanza al sole dovrebbe essere di circa 50 gradi, è invece di quasi 500 gradi, per colpa dell'intrappolamento del calore dovuto all'effetto serra. La pressione atmosferica è anche peggio, essendo 90 volte superiore alla nostra (che è quella che c’è in mare a 900 metri di profondità). Inoltre, a completare il quadro, ci sono gli elementi aggiuntivi presenti nell’atmosfera, vale a dire acido solforico, ammoniaca, ed altri.
Un mondo infernale quindi.
Si trova ad una distanza dal sole che è due terzi della nostra, ed è il secondo pianeta del sistema solare. Questo fa sì che possa essere osservato solo dopo il tramonto o prima dell’alba. Durante la notte infatti ci troviamo rivolti in direzione opposta, mentre durante il giorno, sebbene Venere sia presente in cielo, non è visibile a causa della luminosità del sole.
Un’ultima curiosità: Venere, a differenza di quasi tutti gli altri pianeti, ruota su sé stesso da est verso ovest. Di conseguenza il sole sorge ad ovest e tramonta a est. Un’altra particolarità è che esso non ha satelliti. Queste due cose potrebbero non essere scorrelate. Una teoria infatti ipotizza che il pianeta in tempi lontani avesse un satellite che si è gradualmente allontanato. Questo avrebbe causato la diminuzione della velocità di rotazione (proprio come accadde al nostro pianeta grazie alla Luna, che mano a mano che si allontanava ne rallentava la rotazione, causando un allungamento del giorno dalle poche ore di un tempo fino alle 24 attuali). Il fenomeno si sarebbe spinto fino all’estremo e avrebbe portato il satellite a staccarsi e la rotazione di Venere a diminuire fino a fermarsi, e poi ad invertirsi.
Il giorno venusiano dura 243 giorni terrestri. E’ quindi più lungo dell’anno, che è di soli 224 giorni terrestri :)


UPDATE: Lanciata stanotte, e completate con successo le manovre di allontanamento dalla Terra! Adesso è in viaggio verso Venere.
Se ne riparla ad aprile, quando arriverà :)



 







Postato da: clarke a 21:56 | link | commenti (16)
cielo nero

Controlli antiterrorismo

E' appena andato in onda su Striscia un servizio su due amici che sono partiti da Fiumicino senza problemi, pur essendosi scambiati per errore i passaporti. Il servizio ha un tenore del tipo "è incredibile".
Io invece ci credo. Quando sono partito per l'America il funzionario di dogana ha dato un'occhiata rapidissima al mio passaporto, e non mi ha nemmeno guardato in faccia.
E al ritorno.... uguale!

Postato da: clarke a 21:00 | link | commenti (7)

venerdì, 04 novembre 2005
E ti pareva!

Non so voi, ma secondo me abbiamo dovuto aspettare fin troppo (ben 14 anni) prima che la prevedibile stronzata credenza sulla maledizione della mummia uscisse fuori.
Non sanno più quali scuse inventarsi per non uscire ancora dal medioevo!

Precisazione: Ma intendete che io sarei comunista nel senso assoluto del termine, o in quello berlusconiano? Perché c'è una bella differenza.
Se mi vedete come comunista in quanto marxista, oppure bertinottiano, o giù di lì, allora non lo sono (anzi credo che Bertinotti mi direbbe "ma vada via, modevato che non è altvo, ci vogliono le tventacinque ove").
Ma per Berlusconi, che vede come comunista chiunque stia anche una sola 'nticchia a sinistra di lui, allora sì, lo sono, e ne vado pure orgoglioso!!!

Postato da: clarke a 16:28 | link | commenti (33)