
Clio in Caro ministro....
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FulviaLeopardi in Caro ministro....
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Mi girano le scatole.
Non posso uscire sempre dal lavoro alle 8 di sera (quando va bene).
Non è neanche tanto per la mole di lavoro in sé stessa.... è il non avere una vita mia che proprio non posso digerire.
Vorrei poter andare in palestra un po', pulire la casa che inevitabilmente diventa sempre più un casino, idem la macchina. Fare la spesa poi? ahahahah
Uscire è un lusso, visto che il sabato ormai è diventato lavorativo; uscire durante la settimana poi è praticamente una barzelletta.
Per quanto riguarda scrivere qualcosa sul blog delle mie vacanze, di tutte le cose belle che ho visto, o anche scrivere qualcos'altro, qualsiasi cosa, che non siano poche righe, idem, è un lusso (anche perché non ho più la connessione a casa).
Comunque l'indirizzo a cui ho messo le foto dovrebbe essere www.flickr.com/photos/traveltale
A risentirci!
Ed eccoci qui di nuovo in viaggio.... stavolta per lavoro, ma alla fine è quasi una vacanza.
Devo fare i miei complimenti all'alitalia per l'odissea che mi ha fatto passare ieri. Sono arrivato all'aeroporto di Perugia alle 6 del mattino per prendere l'aereo e........ sorpresa: non solo l'aereo non c'era, ma l'aeroporto era proprio chiuso a chiave. Un poliziotto, unico essere vivente nel raggio di 2 chilometri oltre ai passeggeri in attesa davanti alla porta, ci ha spiegato che l'aeroporto sarà chiuso per una settimana e che nessun aereo decollerà nè atterrerà. Nessuno ci aveva detto niente, NIENTE. L'alitalia ha dichiarato di avermi chiamato la mattina del 1° ottobre e che io non avevo risposto. Certo, ero in California, dove saranno state le 3 del mattino, chiaro che non ho risposto. Per il resto non hanno più richiamato nè tantomeno si sono disturbati a mandare una email.
Cosi' al telefono mi hanno detto che se ero interessato c'era posto su un aereo in partenza da Fiumicino, vale a dire oltre 200 km da Perugia. Ma naturalmente una volta li' sarei dovuto andare al banco dei biglietti per farmi cambiare il biglietto: non era possibile fare tutto al telefono, nemmeno comunicandogli il codice del mio biglietto, che solo io potevo conoscere . Allora di corsa in macchina a Roma, parcheggiata nel parcheggio a lunga sosta che costa l'ira di Dio se non lo hai prenotato prima via internet e che l'università non mi rimborserà perchè non ho fatto la richiesta di uso della macchina. Poi lunge fila al banco dei biglietti, dopodiché fila al check-in, fila ai metal detector, e poi imbarco. Prima di salire in aereo dovevo ritirare i soldi al bancomat: erano tutti non funzionanti. Quando ho chiesto a un banco informazioni se in tutto l'aeroporto ci fosse un bancomat che funzionava, la risposta è stata un semplicissimo "NO". Viva la sincerità.
L'aereo è partito con mezz'ora di ritardo e cosi ho perso il treno a Parigi, e sono arrivato la sera in Bretagna a 20 km dalla meta finale dopo che l'ultimo autobus se ne era andato. Fortuna che ho trovato un taxi e che una professoressa belga gentilissima ha insistito per pagarlo.
Tra l'altro, considerando il fatto che a Malpensa perdono 2 valigie su 2, mi sono portato solo un piccolo bagaglio a mano e ora sono con pochi ricambi...... e per Malpensa alla fine non ci sono nemmeno passato! Surreale....
Che diavolo c'è che non va nel nostro paese? Siamo una razza intelligente di lavoratori, facciamo bene un sacco di cose, ma quando si tratta di organizzazione ci facciamo ridere dietro dal mondo intero. Chi ci guadagna dal casino fatto ieri? L'Alitalia non credo e io no di sicuro. Una email non gli sarebbe costata niente, e cosi' in futuro hanno perso un cliente. Ci abbiamo rimesso tutti.
Ultimamante mi sto chiedendo seriamente se non sia una tara genetica.
P.S.: L'unica cosa positiva è stato il fatto che siccome l'aereo da Roma al momento dell'imbarco è risultato in overbooking, mi hanno passato in classe bussiness. Un altro disservizio che stavolta si è risolto a mio favore.
Mi avevano detto che a Malpensa mi avrebbero perso la valigia. E così è stato.
Però è stato surreale starsene lì a guardare il nastro trasportatore con lo sguardo fisso, stanco morto per le 24 ore di viaggio, pensando ripetitivamente "la mia valigia non c'è", mentre Monica Bellucci lì accanto mi diceva "scusa mi potresti aiutare? Non ce la faccio".
Alla fine, constatato che tanto la mia non c'era, l'ho aiutata a mettere le sue due (grosse) valigie sul carrello.
P.S.: La figlia è identica al padre. A momenti mi scappava di dirle: "hey ciao Vincent!"
UPDATE: Ho la valigia!
Ok ci siamo.
Fra due minuti camminero' fuori da questo albergo diretto all'aeroporto. Si torna in Europa.
A risentirci presto.