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Tempo a Perugia

giovedì, 29 marzo 2007
Fine


Sono qui a scrivere al computer sulla terrazza della mia camera, con il sole che tramonta sull’oceano davanti a me.
E’ stato bello, anche se stancante: davvero bello il posto e l’esperienza lavorativa. Sapevo che venire mi avrebbe aperto qualche porta in più e fatto conoscere un pochino fuori Perugia, e così è stato.
Ma la cosa più importante è che i maggiori vantaggi li ha avuti il nostro progetto.
Sorvoliamo sull’atteggiamento spocchioso di alcuni, non ne dico la nazionalità perché tanto la immaginate benissimo. Atteggiamento controproducente e assurdo nei confronti di noi che in fondo siamo loro colleghi. La loro grandeur ci ha ampiamente stufato.

Oggi gita sulla vetta più alta di Spagna, con paesaggi vulcanici stupendi e vista strepitosa sull’oceano e sulle altre isole dell’arcipelago. Buffo che il monte più alto di Spagna si trovi su un’isoletta! Un po’ come il fatto che il punto più alto di Danimarca è la cima del pilone del ponte che collega Copenaghen con Malmö.
Domattina si rivola a casa.
A presto.


UPDATE: Bloccati a Madrid.
Il primo volo aveva un po' di ritardo, così hanno assunto che non ce l'avremmo fatta per la coincidenza, e ci hanno cancellato, facendo entrare altri al nostro posto.
Una volta arrivati (perfettamente in tempo) al gate, non ci hanno fatto passare, essendo i nostri posti già occupati.
Poi ci hanno messo tre intere ore per farci la nuova carta d'imbarco per domattina e per ridarci le valigie.
L'Iberia riesce a essere quasi peggio dell'Alitalia. Un record!
Ah già dimenticavo il peggio: al metal detector mi hanno fatto cadere il computer per terra.
Per ora funziona....

Postato da: clarke a 21:56 | link | commenti (16)

domenica, 25 marzo 2007
Canarie

Dio mio questo posto è incredibile....
Oceano di un colore bellissimo, con montagne vulcaniche a picco sul mare.
Sembra di stare ai caraibi.
Sole allo zenith (siamo praticamente sul tropico), e vento fresco che viene dall'oceano.
Peccato che le foto così rimpicciolite non rendano per nulla l'idea.


Postato da: clarke a 23:00 | link | commenti (8)

venerdì, 23 marzo 2007
Ciao! :)

Di nuovo pronto a partire.
Faccio la lavatrice sperando che i vestiti si asciughino in tempo, ascolto in questo momento una puntata di Friends in sottofondo per rifarmi un po’ di orecchio (temo che serva a poco, là saranno soprattutto Britannici, e ho sempre dei grossi problemi con loro), ritrovo la macchina fotografica, etc.
L’organizzazione del viaggio è stata come sempre un incubo amministrativo, niente fondi come al solito. Alla fine li hanno trovati solo per l’aereo. Per l’albergo siamo riusciti a convincere gli organizzatori del meeting a pagarmelo. Per l’altra persona che è con me, nemmeno quello.
Stavolta sono anche relatore. Tuttavia, poiché il nostro progetto verrà descritto dall’altra persona, a me è toccato un altro argomento, di cui non mi sono mai occupato. Speriamo bene, soprattutto che non facciano domande troppo circostanziate. Non ho avuto il tempo materiale per studiarmelo a fondo, forse recupererò nei primi giorni di meeting, sempre che non venga troppo tentato dall’andare in giro a divertirmi. E visto che mi sento parecchio stressato, e anche giù di corda, credo che lo farò!
Ieri pomeriggio infatti ho staccato presto dal lavoro, giusto per andarmene in un paio di negozi (la mia sveglia sintonizzata sul segnale di Francoforte non ne voleva più sapere di trovare il segnale, e sono andato a comprarne una nuova). Devo dire che quando uno non ne può più del lavoro, piccole cose del genere aiutano.
Comunque ormai la settimana è finita: sabato sera esco e verso l’una di notte, invece di tornare a casa, parto per Fiumicino.
E’ la prima volta per me in Africa.

Ciao a tutti e a presto :)

Postato da: clarke a 19:10 | link | commenti (10)

martedì, 20 marzo 2007
Il piccolo amico

C'è qualcuno per caso che ha letto "il piccolo amico", il romanzo di Donna Tartt?
E' un libro molto bello, più un noir che un giallo, più una riflessione sulla vita e sui sentimenti che sulla ricerca dell'assassino. Al quale infatti dà la caccia soltanto la protagonista di 12 anni, sorellina della vittima, l'unica determinata a non dimenticare.
E' un affresco sulla provincia del Sud degli Stati Uniti alla fine degli anni '70, in una comunità molto conservatrice che incentra il suo stile di vita sulla fede protestante di confessione battista e  dove ancora vige di fatto la segregazione razziale, fra neri che compiono stoicamente solo i lavori più umili, bianchi benestanti dall'ipocrisia bigotta, e i white trash che vivono nelle roulottes convinti di non avere prospettive.
Il libro finisce senza che l'identità dell'assassino venga svelata, lasciando intendere che non è quello lo scopo principale della storia. Un noir, non un giallo, appunto.
Eppure.... eppure non riesco a togliermi di dosso la sensazione che fra le righe l'autrice abbia messo qualcosa per dire chi è.
Inoltre oggi ho letto in un sito che lei ha detto a mezza bocca in un'intervista che la sua identità viene in effetti svelata.
A dire il vero ricordo vagamente alcuni strani indizi, ma sparsi qua e là in un paio di occasioni nell'arco di 600 pagine, quindi difficili da mettere insieme.
Non mi toccherà mica rileggerlo tutto?

Postato da: clarke a 16:00 | link | commenti (9)
libri

mercoledì, 14 marzo 2007
Post xenofobo

Presso un’altra università che collabora con noi, lavora un giovane più o meno mio coetaneo. Spesso viene qui per discutere qualche aspetto del suo lavoro, oppure andiamo noi da lui.
E’ un ingegnere abruzzese dai modi gentili, amichevole, moderato nell'atteggiamento, mai invadente, e sempre disposto a dare una mano anche quando è già oberato di lavoro.
Tempo fa passando di fronte al tavolo davanti al quale se ne stava seduto digitando una email, notai che le lettere sulla schermo non appartenevano al nostro alfabeto latino. Disse che stava rispondendo a un suo amico russo.
“Tu parli russo?”
“Poco, ogni tanto faccio qualche errore, ma mi faccio capire”
Ora che ci pensavo, il suo nome di battesimo è slavo, ma è anche uno di quei nomi che si sono diffusi praticamente in tutto il mondo occidentale, Italia compresa, quindi non avevo mai ipotizzato che potesse avere origini di quel tipo. E poi il cognome è italiano.
“Lo parlo perché la lingua di mia madre è molto affine al russo”.
“Ah sì? Di dov’è lei”.
“Bosniaca. Serba di Bosnia.

Mesi dopo, di nuovo in missione a Perugia, stava lavorando assorto al suo computer, in un angolo del laboratorio, non badando minimamente alla mia conversazione con un'altra persona.
Non ricordo come si arrivò al discorso, so solo che a un certo punto qualcuno (probabilmente io) criticò il nazionalismo serbo, che era stata la principale causa di tante vite perse nella ex Jugoslavia.
Il tipo si gira con espressione sconcertata, come se non credesse alle sue orecchie, ed esclama piuttosto incazzato: “MA SCUSA, MA CHE STORIA E' QUESTA! NOI ERAVAMO LE VITTIME IN QUEL CONFLITTO!!!”
Non l’avevo mai visto prendere parte a una discussione prima. Fino ad allora, era stato lo stoicismo in persona.
Non è che poi la cosa sia degenerata, anche perché ci sono rimasto così di sorpresa che ho perso all’istante la mia solita vena polemica.
Se anche la persona più mite del mondo, pensavo, si trasforma all’istante in un fanatico al solo sentire una critica nei confronti del suo popolo, allora questo spiega molte cose.
Come peraltro è successo qualche settimana fa al presidente croato, che ha aspramente criticato il discorso del nostro Napolitano che ricordava le Foibe, come se criticare un’azione criminale significasse automaticamente professare razzismo e odio verso l’intero popolo a cui appartenevano gli assassini.
D’altronde potrei dire che solo chi conosce così bene la xenofobia la vede con tale facilità anche negli altri. Ma questa è solo una mia piccola cattiveria, senza pretese di verità.
So solo che in occasione della reazione inconsulta di questo mio amico, mi tornarono alla mente di colpo le fosse comuni, la gente abbattuta per strada dai cecchini, lo Stadio Olimpico di Sarajevo trasformato in cimitero, il ponte di Mostar abbattuto a cannonate, la milizia che spacca i cingolati dei carri armati olandesi dell’ONU per bloccarli fuori dalla città, e poi se ne va a massacrare indisturbata la popolazione.
Che altro dire?

Postato da: clarke a 11:23 | link | commenti (16)

venerdì, 02 marzo 2007
Fobia dell'omofobia. Cioè omofobiafobia

E spezziamo una lancia in difesa di Andreotti, ragazzi!
Voglio dire, ok è omofobo, questo è evidente. E' nato nel 1919, ha vissuto per quasi tutta la vita in una società in cui l'omofobia era considerata cosa buona e giusta, ha militato per 60 anni nella Democrazia Cristiana, cosa vuoi pretendere? Che cambi mentalità adesso a 88 anni?
Sarebbe come pensare di plasmare a piacimento un bel vetro di Murano 50 anni dopo che si è raffreddato a temperatura ambiente.
L'onorevole Grill*ini ha pure ragione a incazzarsi, ma purtroppo il problema non è Andreotti, con la sua età e col suo passato politico. Il vero problema sta nel fatto che anche tantissima gente molto più giovane di lui la pensa nello stesso identico modo.
Vi ricordate quando ci fu il Gay Pride a Roma, nel 2000, che molti giovani organizzarono una contromanifestazione contro i gay?
Il problema è l'Italia, che è un paese fortemente arretrato.
Sì ok, c'è una parte non indifferente della popolazione che è progressista, è vero, ma non è certo la maggioranza. Lo è sicuramente in Olanda, in Svezia, forse anche nel Regno Unito e in Germania, ma qui..... non prendiamoci in giro!

P.S.: Grill*ini è forte: durante un duello televisivo con Butt*glione, risalente alla sera del 14 febbraio, all'affermazione di quest'ultimo "io voglio bene a Grill*ini", il deputato gay ha ribadito: "Butt*glione mi vuole bene! Il giorno di San Valentino!"

UPDATE:
Grillini, in un servizio delle Iene, ha detto che ci troviamo di fronte a "puttanieri moralisti".
E' proprio così, nulla da aggiungere.

Postato da: clarke a 16:41 | link | commenti (16)