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Tempo a Perugia

lunedì, 30 aprile 2007
Prese!

E' sempre esaltante quando prendono qualcuno che se l'era filata e lo inchiodano alle sue responsabilità :)

Postato da: clarke a 14:17 | link | commenti (14)

lunedì, 16 aprile 2007
Intrattenimento II

Sabato sera mi ha fatto piacere rivedere il piccolo R., che ormai non è più tanto piccolo, ha 11 anni e mezzo ed è molto cresciuto dall'ultima volta che l'avevo visto.
Come al solito ha le idee molto chiare: mentre preparava il solito pastone mischiando insieme tutte le schifezze che riusciva a trovare sui tavoli, ci ha detto che è favorevole ai DICO perché a sentir lui non è giusto imporre agli altri la propria concezione di famiglia; che ritiene che i diritti d'autore sia una cosa giusta, ma che non debbano essere una giustificazione per un prezzo troppo alto dei DVD, etc.
Mi ha inoltre confidato, con tono molto serio:
"Sai, conosco tantissime barzellette sporche. Non le racconto in pubblico per educazione.
Però, se c'è chi gradisce....."

Postato da: clarke a 13:42 | link | commenti (21)

venerdì, 13 aprile 2007
"eh no Clarke, questa cosa non la puoi fare così, eh scusa! Rifacciamo tutto, ma per forza, è l'unica soluzione!"

Ogni giorno che passa mi sento sempre più come la Magda del film Bianco rosso e Verdone.
"Non ce la faccio più" è una frase che ormai ripeto spesso negli sfoghi coi colleghi, intendo con i colleghi sani di mente. Perché non tutti lo sono.
Ma come si fa a lavorare in questo modo assurdo? Come gli gira quella testa malata?
Non mi meraviglia che è finito in un ente pubblico. In qualsiasi azienda privata lo caccerebbero a pedate entro una settimana!

Postato da: clarke a 11:31 | link | commenti (14)

giovedì, 05 aprile 2007
Stralci di vita (trash)

Era l'alba quando mi sono diretto verso la stazione con la mia bagnarola.
Dopo aver litigato con la macchinetta del parcheggio che come sempre mi ha rubato 2 dollari, sono salito di corsa sul treno per New York, che a momenti mi lasciava lì, il bastardo.
Faceva freddo quella mattina, dio se faceva freddo.
Lento e sporco come sempre, il treno ci ha messo quasi tre ore per raggiungere la Grand Central Station.
In metro era il solito casino: sporca, piena di disadattati. Ma non era il caso di lamentarsi tanto: in due fermate dovevo scendere e prendere l'autobus per la sede NASA in città.
Solita riunione con i capi, solita noia mortale nell'ascoltare la solita manfrina fritta e rifritta.
Il mio turno è fra i primi, per fortuna finisco presto. A pranzo sono già stufo e decido di tornarmene a casa.
Il tipico bel tempo di New York ha deciso di non farsi vedere quel giorno: un cielo color grigio scuro ci sta sopra tutto il giorno con una cappa che ti spinge a chiederti perché sei  venuto al mondo.
Decido di pranzare in un locale accanto alla Grand Central Station, un locale che fa i migliori Cheeseburger che abbia mai mangiato in vita mia. Annaffio il tutto con del buon Bourbon del Tennesse.
Mangio troppi Cheeseburger, come sempre. Doc dice che il mio colesterolo e la pressione sono alle stelle. Ma chi se ne frega, di qualcosa si deve pur morire. Il mio vecchio ha tirato le cuoia a 70 anni, mentre faceva la fila alla cassa del supermercato. Perdio, piuttosto che fare quella fine preferisco schiattare mentre me la sto godendo.
Sul treno di ritorno sembra tutto tranquillo, finché non arriva uno sbirro in borghese che fa alzare un povero negro dal suo posto e gli chiede i documenti.
Sudato, paranoico, e con un fastidioso accento dell'Alabama, lo sbirro ci dice che un nero ha accoltellato una donna bianca alla stazione, e il bastardo è sparito nel nulla, proprio mentre il nostro treno stava partendo. Gli dico: "rilassati, lui era qui da molto prima che il treno partisse. L'uomo che cerchi non è qui". Se ne va.
Il nero non sa darsi pace, dice che se fosse stato bianco non l'avrebbero mai perquisito, e che c'è la segregazione. Gli dico: "rilassati, lo sbirro ha visto un nero con il coltello in mano, per questo ti ha fermato".
Mentre scendo dal treno sta dicendo a una donna bianca che è stato appena licenziato dai cantieri navali di Norfolk, ma che con la fede nel Signore, tutto andrà bene. Mi chiedo dove era il suo Dio, quando è stato licenziato.
Prendo un lercio treno che mi porterà a Folignsburg. Da lì avrò la coincidenza per Perugiunooga.
Si siedono accanto a me due giovani tossici che parlano con forte accento di Brooklyn. Mi stanno subito simpatici, ma per tutto il viaggio pensano bene di farmi tornare su i Cheeseburger sommergendo il vagone di racconti truculenti sulla vita in strada loro e dei loro amici.
"John, povero ragazzo, ha le gambe tutte bucherellate. Francis, a forza di farsi dietro ai cassonetti, è stato operato che era pieno di vermi sotto la pelle. Quincey è stato ridotto in fin di vita dal suo pusher, perché non aveva i soldi per pagarlo".
Ormai sono le 6 della sera e sono arrivato a Perugiunooga. Sotto il solito cielo color canna di fucile rimonto sulla mia bagnarola del '66 e sogno il bagno caldo che mi aspetta a casa.
Ma me ne sarei volentieri rimasto fuori di casa, se avessi saputo che quel coglione di Brown Wasp, l'anchorman della ABC, avrebbe descritto l'assassinio del Piccolo, standosene tutta la sera di fronte alle telecamere con un mestolo e uno scarpone in mano.


[Dio mio che cazzata assurda che ho scritto!!!]


Postato da: clarke a 18:00 | link | commenti (21)