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Tempo a Perugia

mercoledì, 30 maggio 2007
Ipossia

Mi sono iscritto in palestra. E io odio la palestra.
Tuttavia, data la vita sedentaria che faccio, in vista della visita medica per la missione in ant*rtide ho preferito andare sul sicuro e allenarmi un po'.
Comunque devo dire che la lezione per il rafforzamento cardio-vascolare mi ha divertito molto. Si trattava di 1 ora di camminata rapida (quasi corsa) su tapis roulant inclinato, senza motore.
Abituato come sono a non fare alcuna attività fisica, in certi momenti ero talmente in debito d'ossigeno da essere in stato confusionale.
Ho notato che la lezione doveva essere abbastanza instensa rispetto allo standard, visto che i frequentatori abituali protestavano ripetutamente. Cioè, intendo dire che i maschi protestavano, perché le donne resistevano stoicamente senza fare piagnistei, come sempre. Per quanto mi riguarda, mi sarei fatto tagliare una mano piuttosto che ammettere di essere sfinito. L'istruttrice mi teneva abbastanza d'occhio, chiedendomi se era tutto ok, immagino avesse notato il colorito paonazzo e il respiro strozzato.
Dopo la lezione mi ha detto che non avrei avuto problemi di dolori muscolari, essendo attività aerobica. La qual cosa mi ha lasciato perplesso, ma invece aveva ragione, in questi due giorni sono stato benissimo. Oggi si replica: strobo-bike!

Postato da: clarke a 17:52 | link | commenti (20)

lunedì, 28 maggio 2007
Aggiornamenti

Buone notizie: è venuto fuori che, in quanto titolare di borsa, sono esonerato dalla dichiarazione dei redditi.
Cattive notizie: è arrivato il canone rai.

Nel frattempo ho messo su Flickr le foto delle Canarie

Postato da: clarke a 12:56 | link | commenti (10)

lunedì, 21 maggio 2007
Il cattivo esempio

Stamattina, in una strada della periferia perugina.
Mentre guido sotto il sole, noto che dietro di me c'è una macchina della Polizia Municipale. Nessuna paura di aver commesso infrazioni, tanto stiamo tutti guidando pianissimo, nel traffico.
Poi, noto con orrore un particolare: la vigilessa al volante sta parlando al cellulare. Ah, ma sta pure fumando! Mentre guida!
Quanto sarebbe di multa per una cosa del genere? E quanti punti sulla patente?
Ci fermiamo ad un semaforo rosso.
Mi viene un'idea, mi giro dietro, guardandola attraverso il mio lunotto posteriore, e alzo il telefonino, accendendo la fotocamera. Lei appare nello schermo del mio cellulare, tutta presa in una conversazione, con il telefono in una mano e la sigaretta nell'altra, ben illuminata dal sole.
Mentre sto per scattare, lei alza lo sguardo e nota questo giovane nella macchina davanti che ha un'espressione felice in volto e un telefonino in mano. Assume un'aria perplessa e vagamente allarmata.
CLICK!
.............
Appare un banner sullo schermo: "Errore, prego riprovare".
Merda! Non ci posso credere!
Mi giro un attimo per controllare il semaforo prima di riscattare..... è verde......
Che sfiga, veramente.

Postato da: clarke a 13:06 | link | commenti (16)

martedì, 15 maggio 2007
Incubo

Ieri sera a Porta a Porta ho assistito per la prima volta all'orrore puro della p*dofi*lia.
Non ho dubbi, in base ai racconti dei coraggiosi genitori, e in base alla perizia della psicologa sui bambini, che gli imputati siano colpevoli.
Criminali e vigliacchi due volte. Perché oltre a violentare una prima volta i bimbi e di conseguenza i genitori, lo stanno facendo una seconda volta. Guardando in faccia le telecamere con la loro arroganza, smontando punto per punto le "tesi" dell'accusa, perché questo è sempre il modo migliore di difendersi, attaccare. Parlando di "emulazione", "contagio", di "fantasie" dei bambini, di genitori che non seguono i loro figli, e che quindi diventano iperprotettivi e paranoici per compensare il fatto che durante il giorno non ci sono mai.
Li stanno violentando una seconda volta, stavolta soprattutto i genitori. Genitori i quali hanno avuto il coraggio di andare in televisione a difendere la verità, accettando di farsi processare, perché questo è stato, con Vespa che "mi scusi ma devo fare l'avvocato del diavolo", "mi scusi ma devo entrare, seppur in punta di piedi nella vostra vita privata". E giù a chiedere se i bambini avessero mai visto i genitori fare sesso. "Siete proprio sicuri sicuri che non sia mai successo?". E così via. Un processo ai genitori invece che ai violentatori.

Non so come si possa essere giunti a questo, ma credo che una certa dose di errori da parte degli inquirenti ci sia stata, ci debba essere stata. In buona fede, sia chiaro.
Ma rimane il fatto che in paese si sapeva di queste indagini mesi prima degli arresti e delle perquisizioni.
Mesi in cui gli imputati hanno avuto il tempo di far sparire dalle case tutto ciò che fosse compromettente.
La perizia della psicologa poi, abbastanza sconvolgente a sentirsi, anche se non cita nulla delle violenze, ma si limita a descrivere lo stato psicologico dei bambini, la loro regressione a un'età precedente, le loro paure, il loro sentirsi in colpa, il loro raccontare tutti le stesse cose, sebbene a quell'età sia impossibile mettersi d'accordo per dare una versione unitaria su qualsiasi cosa.
Ma non importa sono tutte fantasie, a sentire gli imputati. Senza contare poi il loro cavallo di battaglia al riguardo: che valore probatorio può avere una perizia in cui non compare una registrazione video delle interviste ai bambini? Può mai una perizia basarsi solo sulla parola della psicologa (quest'ultima tesi la trovo quanto meno discutibile, ma tant'è). In ogni caso, le riprese video non sono state fatte per un motivo molto semplice: i bambini erano a totale disagio in presenza della telecamera, e si chiudevano a riccio.
Eh certo, l'averli ripresi durante le violenze, come loro hanno raccontato, non gli fa amare le telecamere, non mi sembra strano.
A livello fisico, invece, c'è soltanto la semplice "coincidenza" (un caso, a sentire gli imputati) che il 60% dei bambini presenta patologie vene*ree, quando a quell'età la media italiana è del 2%, a sentire quello che dicono gli esperti del campo.
Inoltre, c'è il problema dei testimoni. "Ma vi pare che avrei potuto portare i bambini a casa mia senza che nessuno se ne accorgesse, in un paese così piccolo?".
Si scopre però che la scuola ha un accesso carrabile da dietro, molto nascosto, e lo stesso accade per la casa dell'imputata. Si scopre anche che una ex domestica dichiara di essersi trattenuta una volta nel posto di lavoro più a lungo del solito, e di aver visto la padrona di casa entrare con due bambini, irritatasi per averla trovata lì a quell'ora. "Ma no, erano i miei figli".
Io dico che una domestica sa distinguere i figli della padrona di casa da qualsiasi altri, o no?
L'arroganza della difesa è incredibile, è la classica faccia tosta e arroganza di chi pensa "tanto la faccio franca".
Ammiro i genitori che hanno assistito con autocontrollo all'intervista dell'imputata. Io, messo nella loro situzione, avrei urlato pubblicamente che le avrei spezzato il collo con le mie mani.
I bambini nel frattempo non sono mai stati inseriti in un programma di supporto psicoterapeutico mediante il quale possano cercare di elaborare quello che gli è stato fatto, tirarlo fuori, cominciare a capire che non hanno alcuna colpa, ma che sono loro le vittime.
I genitori e i loro figli al momento sono soli in questo incubo.
Spero che possano trovare un po' di pace nella giustizia, in futuro.

Postato da: clarke a 10:56 | link | commenti (12)

sabato, 12 maggio 2007
Sembra incredibile

Berlusconi, commentando la contromanifestazione sull'orgoglio laico, dice: "una piazza che riflette pulsioni superate dalla storia".

Ha ragione.
L'Italia da questo punto di vista negli ultimi anni è andata talmente indietro, che da noi la laicità è ormai fuori dalla storia.

Vent'anni fa, nonostante un partito dichiaratamente cattolico al potere, che un uomo politico dicesse una cosa del genere sarebbe stato impensabile.
Guarda come siamo ridotti oggi.

Postato da: clarke a 19:48 | link | commenti (9)

giovedì, 10 maggio 2007
Come te sbagli?

Stiamo rifacendo la figura di mer*da, come al solito.
Sono settimane ormai che ho inviato il pagamento a questi americani per una fornitura di materiale.
Non gli è arrivato ancora niente.
Che poi non è che il pagamento sia stato l'inizio del calvario, no, io credevo che sarebbe stata la fine!
All'inizio non si capiva come pagarli. "E la carta di credito meglio di no, chiedigli se possiamo fare il bonifico".
E va bene, e-mail: "Per favore Tom, scusa se ti rompo ancora, ma non paghiamo più con carta di credito, mi daresti le coordinate del tuo conto?"
Coordinate del conto arrivate subito. Poi si torna in segreteria per pagare. Apriti cielo: "ah ma se è fuori dell'Unione Europea non possiamo semplicemente pagare, ci vuole che loro ci mandino la fattura prima".
Allora cerco come si dice, ah ecco "proforma invoice". "Sì ma, ci vuole che ce la mandino via posta, e se vuoi che paghiamo subito anche via fax".
Allora nuova email, ennesima, al venditore: "Scusa Tom, ma la burocrazia qua è notevole, mi manderesti una fattura a questo indirizzo, e anche un fax a questo numero?". L'ha fatto.
Peccato che il giorno dopo si è scoperto che uno dei due fax era rotto, e che l'altro aveva finito la carta, e che era carta termica, che quasi non si trova più a vendere.
Ora, siccome quel materiale ci serve, e ci serve presto, sono dovuto andare a pregare in segreteria che mi concedessero che la fattura fosse inviata via email. "Non si potrebbe fare, ma per una volta faremo così. Però la deve stampare, firmarla, e poi scannerizzare quella firmata".
Naturalmente nella mail gli ho scritto di mandarcela semplicemente, senza troppe storie. E lui l'ha mandata.
Non era firmata, era un semplice pdf, l'ho consegnato così. Non hanno fatto storie che non c'era la firma. Alla fine tante complicazioni per nulla.
Insomma a questo punto si è fatto la richiesta alla banca di fare il bonifico.
Ho mandato la ricevuta di pagamento via email, ma in fondo che glie l'ho mandata a fare, visto che era in italiano? Lascio immaginare la risposta quando ho chiesto che me la facessero in inglese. Anzi no, non lascio immaginare, lo dico, visto che la realtà supera la fantasia. A parte il fatto che non la volevano fare perché non conoscevano la lingua, hanno detto che anche se fossero stati in grado, non avrebbero potuto farla, perché il regolamento dell'università richiede obbligatoriamente che qualsiasi atto ufficiale inviato in inglese sia certificato da un traduttore con abilitazione professionale.
Alla fine gli americani, vista la ricevuta in italiano, mi hanno detto che prima di inviare la merce aspettano che gli arrivi il bonifico.

Questo accadeva settimane fa.

Da allora nulla. Dopo un po' sono cominciate ad arrivare mail di Tom che mi diceva che non si è visto ancora nulla, l'ultima oggi. Io a scusarmi, a dire che avrei controllato con la banca, cosa che ho fatto, dove mi è stato assicurato che il bonifico era partito.
E sicuramente lo è, ma in Italia si sa quando parte un pagamento ma non quando arriverà. Non importa se si tratta di un trasferimento elettronico, come oggi è il 99,9% dei pagamenti fra banche.
Quando c'è una banca italiana di mezzo esso rimane sospeso a mezz'aria, così, nell'etere, per giorni, talvolta settimane, prima di decidersi di percorrere anche solo quei pochi kilometri fra una banca e l'altra, figuriamoci poi per attraversare l'atlantico.
Email: "I don't know what to say, I'm really sorry. Banks in Italy are very slow, transfers can take a lot of time, although this seems to be unreasonably long. I will check again, this time very loud.
You will hear from me next week"
.
Eh sì, la prossima settimana, anche se oggi è giovedì, perché l'impiegato è in ferie, e i colleghi ne sanno ancora meno di lui.
Non ne posso più, sembra uno scenario da "Baaahhh".....

Ora, il tutto sta accadendo per un ordine inferiore ai 300 dollari.
300 dollari!
Al di là della figuraccia da terzo mondo che stiamo facendo, quello che più mi fa incazzare è che quando avremo bisogno di nuovo di comprare qualcosa da loro, cosa faranno? Dopo tutti questi casini per meno di 300 dollari, avranno mai voglia di perdere tempo con noi? Saranno disposti come stavolta a un monumentale scambio di email, a continui cambi di programma per incassare pochi soldi?
A meno che non siano autolesionisti, non credo.

Postato da: clarke a 15:29 | link | commenti (8)

lunedì, 07 maggio 2007
Vive la Froooons!!!

Ed ecco un'altro paese spaccato a metà.....
Tanto ormai in Europa son tutti così.
Non ne è d'accordo Tremonti, che in una trasmissione di ieri sera proclamava la tradizionale "destrosità" della Francia, come ad indicare che il restante 47% è come se non esistesse. Mostrano la loro mentalità ipersemplificativa e prepotente in ogni affermazione che fanno.
Per quanto mi riguarda, avrei votato la Royal per il semplice fatto che è molto mooolto carina.
Scherzi a parte, congratulazioni signor Presidente, e speriamo che i giudizi su di Lei che mi hanno dato i pochi francesi che conosco, siano parecchio sbagliati.


Postato da: clarke a 14:34 | link | commenti (2)