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Tempo a Perugia

lunedì, 29 ottobre 2007
Demenza

Io questo risoluzione della sinistra nel voler fare la legge elettorale solo se la destra è d'accordo proprio non la capisco.
Visto quello che è successo, e cioè che la destra ha fatto una legge elettorale porcata per far perdere alla sinistra le elezioni anche se le avesse vinte, non vedo che senso abbia cercare un accordo con questi soggetti.
Se dipendesse da me, io la nuova legge elettorale GLIE LA IMPORREI SENZA BATTERE CIGLIO.

Ma no, questi hanno paura. Sono come il primo della classe che è stato preso a legnate per anni dal bullo di periferia, che quando ha finalmente la possibilità di farlo mettere in punizione, non lo fa perché ha paura che stia male.
Poi voglio vedere se e quando cadrà il governo e non ci sarà la nuova legge elettorale, cosa ne penseranno i cittadini. Magari riandremo a votare con questa, nel qual caso vincerebbe la destra e si troverebbe nella stessa situazione di ingovernabilità attuale, con la differenza che farebbe quadrato e manterrebbe il potere per altri 5 anni.

Si sapeva che la sinistra ha una grandissima predisposizione a darsi la zappa sui piedi (per non usare espressioni volgari), ma qui mi sembra che si raggiunga ampiamente una patologia psichiatrica incentrata su un autolesionismo patologico.
Oppure è pura e semplice, quasi banale, demenza.

Postato da: clarke a 13:23 | link | commenti (8)

giovedì, 25 ottobre 2007
Leggi senza senso

Normalmente non amo gli articoli di testate estere in cui il nostro Paese viene messo in cattiva luce, non riconoscendo a chi non è italiano il diritto di dire come dovrebbe funzionare il nostro Paese, che poi non è altro che un modo per dire "gli italiani dovrebbero fare questo, o quest'altro".
Inaccettabile.
Senza contare poi che tali articoli sono quasi sempre frutto di stereotipi e di pregiudizi, piuttosto che di fatti.
Tuttavia, l'articolo apparso qualche giorno fa sul Times (quello di Londra, non quello di New York), sebbene anch'esso abbastanza infarcito di pregiudizi e di facili battutine, ha il pregio di dire una verità che sembra essere sotto gli occhi di tutti, tranne che degli italiani.
Si intitola "A geriatric assault on Italy's bloggers", "un attacco degli anziani ai blogger italiani".
L'articolo si riferisce al progetto di legge che vorrebbe equiparare i blog a tutte le altre testate giornalistiche, cosa che di fatto ci costringerebbe a registrare i nostri blog al registro dell'editoria, a pagare le tasse per la nostra "testata giornalistica", e soprattutto, ci lascerebbe esposti a sanzioni penali abbastanza gravi come la diffamazione a mezzo stampa.
Di fatto, un modo di imbavagliare i blog, che poi sono il mezzo principale con cui molti, soprattutto i giovani, esprimono la loro opinione.
L'autore insinua che forse si tratta di una legge fatta apposta per zittire il blog di Beppe Grillo, ma ritiene che il fatto che sia questo il motivo ispiratore o no, faccia poca differenza: la legge trasformerebbe comunque qualsiasi blog in un potenziale fuorilegge.
D'altronde, continua, ciò non è poi così strano per un Paese in cui governa un arzillo 68enne, che ha battuto alle elezioni un arzillo 71enne, e il cui presidente ha 82 anni e ancora 6 anni di presidenza di fronte a sé, ed è successore di un 86enne.
L'autore, vedendo in questo progetto di legge l'ennesimo papocchio anacronistico, l'ultimo di una lunga serie, dice che i deputati italiani prendono di mira per l'ennesima volta la vita moderna, e definisce il parlamento "incapace di adattarsi al mondo moderno".
Alla domanda su come ciò sia possibile l'autore risponde con ironia: "anche il vostro Paese funzionerebbe così se a comandare fossero i vostri nonni".
Sarà antipatico, ma possiamo dargli torto?


P.S.: Che poi c'è anche un altro fatto, orrore nell'orrore, specchio dell'Italia di oggi: molti di voi avranno già sentito parlare di questa proposta di legge, perché se ne è parlato in molti blog. Ma qualcuno di voi ne ha trovato menzione sui giornali on-line? Io no, e se vado a cercare con google, l'intera prima pagina dei risultati di ricerca non ha un solo link a un quotidiano on-line, ma solo a dei blog.
Ora mi chiedo, com'è possibile che i quotidiani italiani non citino mai, dico mai, le notizie riguardanti leggi liberticide?
Ah no, dimenticavo, ad andarlo a cercare bene un quotidiano che parla di questa legge ITALIANA c'è: il Times di Londra.


Postato da: clarke a 16:44 | link | commenti (2)

martedì, 23 ottobre 2007
Gnam!

Qualche giorno fa ho letto su un quotidiano locale perugino un articolo su Euroch*colate.
In questo articolo, l'autore si lanciava in una lunga dissertazione filosofica sul perché l'annuale manifestazione umbra del cioccolato abbia perso clienti (neanche tanti a dire il vero, ma conosciamo l'isterismo medio dei commercianti, capaci talvolta di dire apertamente che è giusto che gli operai le tasse le paghino al 150%, le proprie e anche le loro, perché loro sono la locomotiva del paese. Ma questa è un'altra storia).
Tra i vari motivi del calo di affluenza che il giornalista adduceva c'era anche la filosofica convinzione (leggi: arrampicata sugli specchi) secondo cui il cioccolato ha dato così tanta assuefazione ai golosi, da non riuscire più come un tempo a fargli superare, almeno per un giorno, il pensiero delle tasse, di tutte le cose che non vanno in Italia, etc.
Era insomma una spiegazione post-moderna, nonché un'enorme cazzata, del perché gli stand di Euroch*colate hanno visto calare l'affluenza.

Caro giornalista-editorialista-filosofo-della-domenica, la spiegazione è molto più concreta, e anche molto più semplice: i prezzi di Euroch*colate sono assolutamente fuori mercato.
Un anno sì, due anni sì, ma alla fine la gente si stufa di pagare una tavoletta di cioccolato il triplo o il quadruplo di quanto paga la stessa identica tavoletta al supermercato.


P.S.: Per la rubrica "ogni tanto siamo tutti della CDL" (l'ho inventata adesso), vorrei far notare che la festa internazionale del cinema di Roma ha avuto molte defezioni, adesso addirittura non viene neanche Scorzese.
Ebbene, questo è fondamentalmente uno smacco per il sindaco Veltroni. E smacco per Veltroni significa smacco per il partito democratico, quindi anche per l'Unione. Evidentemente stanno alla frutta, e l'unica soluzione è andare a nuove elezioni.
(Ora, questa l'ho inventata, ma se domani appare una dichiarazione simile su qualche giornale, non è che mi meraviglio più di tanto)


Postato da: clarke a 13:41 | link | commenti (4)

martedì, 16 ottobre 2007
'sta mentalità è proprio 'na tragedia

Se non fossero cose tragiche ci sarebbe da ridere, ma proprio a crepapelle.
Ci sarebbe da ridere della presa che fa una mentalità così anacronistica sulla mente non tanto della gente, quanto dei giornalisti, sempre pronti a rappresentare non le notizie ma quello che credono che la gente voglia sentirsi dire, sempre pronti a copiare pari pari le notizie d'agenzia ma non a fare giornalismo d'inchiesta.
E così mi sembra ogni giorno più ridicolo, più triste, e più fuori dal mondo il fatto che continuino a chiamare "tragedia della follia", ma molto più spesso semplicemente "tragedia", gli omicidi-suicidi che accadano entro le mura domestiche.
E' proprio necessario che chi ammazza la moglie, il marito, il figlio, il padre, sia preda di una follia accecante che si è impossessata della sua mente tanto da non fargli vedere nulla di quello che sta facendo?
E se anche così fosse (ma non lo è certo in tutti i casi), non è ancora un brutale omicidio quello di cui stiamo parlando? Magari preterintenzionale, magari con le attenuanti del caso, ma pur sempre un assassinio.
E comunque, non esistono proprio a questo mondo i presuntuosi, i narcisisti, i viziati, che, per il fatto che i loro "cari" non gli danno quello che vogliono loro, semplicemente decidono di ammazzarli? Non capita mai?
Dobbiamo ancora rimanere intrappolati in quella mentalità siculo-pakistana, come l'ha definita Amato tirandosi addosso feroci critiche, che ci vorrebbe far credere che gli omicidi che accadono in famiglia sono tutti frutto di tenero amore familiare, seppur distorto, piuttosto che dell'odio?
Il giornalismo italiano è talmente marcio che non è nemmeno capace di fermarsi a ragionare su quello che ripete in modo meccanico ogni giorno.
Oggi, chi ammazza un familiare per poi rivolgere l'arma contro sé stesso, sa che il suo gesto sarà descritto come "tragedia della follia", facendolo passare di fronte all'opinione pubblica come una povera vittima, che ha deciso di portare con sé all'altro mondo gli amati cari, perché sennò avrebbe sentito la loro mancanza, non come uno spietato assassino, seppur depresso.
Non dico che chi compie gesti del genere sia più di tanto interessato a come si parlerà del fatto, probabilmente ha ben altre ossessioni per la testa, tuttavia credo che se cominciassimo a ridimensionare questi fatti chiamandoli con il loro nome, cioè "OMICIDI", male non farebbe.
Magari non li farà diminuire, ma almeno chi ammazza così avrebbe ben chiaro che, il giorno dopo, la sua foto sarebbe su tutti i telegiornali additata come la foto dell'assassino di donne, di bambini, etc.
Hai visto mai....

Postato da: clarke a 15:42 | link | commenti (8)

giovedì, 04 ottobre 2007
"Noi siamo il nuovo"

Hanno appena ridotto il numero di deputati da 630 a 512.
E' una riduzione di risibile entità, a meno che, come si paventa, non venga eliminato il senato.
In quel caso, essendoci una sola camera, la riduzione a 512 sarebbe ottima ed in linea con altri paesi.

Fantastico il fatto che Forza Italia non abbia votato la legge, perché, come dice Bondi: "non ritiene possibile avventurarsi in proposte di riforma costituzionale".
Qualcuno può dirmi che cosa significa? Che vuol dire? E' una frase che ha un senso?
Proprio loro che criticavano tanto il politichese, loro che si sono sempre definiti "il nuovo" (certo, Berlusconi mica è figlio della Prima Repubblica, noooo).

Loro che hanno tanto bisogno di attaccarsi alla poltrona per sfuggire ai reati di cui sono inquisiti.

Postato da: clarke a 16:00 | link | commenti (6)